Rientro in classe: lo SNALS sottolinea l’inadeguatezza degli edifici scolastici a fronteggiare condizioni climatiche difficili.

La Segretaria Generale SNALS- Confsal pone l’accento sulle difficoltà e i rischi del rientro in classe in un contesto di condizioni climatiche eccezionali, segnate da incessanti ondate di calore. “Le scuole dovrebbero funzionare anche in condizioni climatiche difficili”. “Il tema del rientro posticipato per il caldo – ha riferito all’Ansa Elvira Serafini – va affrontato con realismo: il problema non è la data, ma le condizioni strutturali delle scuole, spesso inadatte a gestire temperature estreme”.
“Il posticipo – ha sottolineato – potrebbe essere una misura emergenziale, ma non può sostituire ciò che davvero serve: scuole in grado di funzionare anche in condizioni climatiche difficili”. “Aule surriscaldate, infissi vecchi e assenza di climatizzazione”. Secondo Serafini, purtroppo la realtà è che oggi alunni e docenti devono stare diverse ore al giorno in “aule surriscaldate, infissi vecchi e assenza di climatizzazione”: in un ambiente di questo genere, in scuole che per il 60 per cento sono state costruite almeno mezzo secolo fa, “non si garantisce né sicurezza né benessere”. La numero uno dello Snals-Confsal ritiene, quindi, che servano “interventi strutturali e coordinati anche a livello regionale” quindi con il contributo degli Enti locali, “con piani di adattamento climatico, soluzioni di raffrescamento, ombreggiamenti e una gestione più flessibile degli ambienti”.

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